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Alla scoperta del cimitero più antico del Giappone, l'Okuno-in.

Nella primavera del 2023 ci trovavamo in viaggio in Giappone e abbiamo toccato questa meta incredibile di cui vi voglio parlare. Vi lascerò qualche consiglio di viaggio sparso all'interno del blog, se vi troverete nella prefettura di Wakayama o più in generale nel Kansai, questa tappa è davvero imperdibile.

Il cimitero di Okuno-in si trova sulla montagna sacra Koyasan, il suo significato deriva da: "Oku" (奥) che può essere tradotto come "interno" o "profondo", "No" (の):  particella grammaticale che nella lingua giapponese viene utilizzata per indicare il possesso o l'appartenenza (in questo contesto, "no" suggerisce che il cimitero è in qualche modo legato o appartiene a qualcosa),

e "In" (院): questo termine può essere tradotto come "monastero" o "tempio" (in contesti religiosi o spirituali, "in" indica spesso un luogo sacro). Quindi, se mettiamo insieme queste parti, "Okuno-in" può essere interpretato come "il santuario più profondo" o "il templio nel profondo del cimitero".



E, ad essere sinceri, varcato il ponte iniziale si ha la sensazione di essere davvero entrati in una dimensione diversa rispetto a quella ordinaria. Con le sue migliaia di lanterne di pietra, alberi secolari e antiche tombe, questo sito è il più grande cimitero buddista del Giappone e rappresenta una destinazione unica che attira visitatori da tutto il mondo. Dietro la sua serena bellezza giace un reticolo intricato di storie e leggende che avvolgono questo luogo millenario. Questo cimitero è il luogo di sepoltura di Kukai, conosciuto anche come Kobo Daishi, il fondatore della scuola buddista Shingon. Kukai è una figura venerata nel Buddhismo giapponese, e la sua presenza nel cimitero aggiunge un significato spirituale profondo al sito; si crede che Kukai non sia morto, ma sia piuttosto in un profondo stato di meditazione chiamato "shojo", in attesa del ritorno di Buddha Maitreya, per guidare l'umanità verso l'illuminazione. Per questo motivo troverete ogni mattina dell'anno una processione di monaci che porta la "colazione" a Kobo Daishi, nonostante sia "formalmente" morto da centinaia di anni. Una delle caratteristiche più distintive del cimitero dell'Okuno-in sono le migliaia di lanterne di pietra chiamate "toro" che si estendono lungo i sentieri. Queste lanterne, donate da devoti e organizzazioni buddiste, illuminano il percorso attraverso il cimitero e rappresentano le anime dei defunti.

Secondo le leggende locali, di notte le lanterne prendono vita e i monaci erranti, con le vesti tradizionali bianche, camminano tra le tombe in un pellegrinaggio eterno. Si dice che coloro che hanno il coraggio di visitare il cimitero durante le ore più oscure possano imbattersi in questi spiriti erranti, testimoniando la loro presenza con il suono dei loro sandali di legno che risuonano sulle pietre dei sentieri.


Statua di Jizo con offerte di ogni genere, dalle bevande gasate ai lucidalabbra.


Tra le tombe più importanti si trova quella di Taira no Kiyomori, un potente generale e figura politica dell'era Heian. Kiyomori è noto per aver instaurato il primo governo militare nel Giappone feudale. Tuttavia, la sua ascesa al potere fu segnata da ingiustizie e violenze, e si dice che la sua tomba sia avvolta da una maledizione.

Secondo la leggenda, coloro che osano disturbare la tomba di Kiyomori saranno colpiti da sfortune e tragedie. Questa credenza ha dissuaso molte persone dal cercare di profanare la tomba, alimentando il fascino oscuro e la misteriosa aura che circonda questo luogo. Per evitare ulteriori maledizioni, sappiate anche che lungo tutto il percorso si trovano numerose statue di divinità e figure sacre. Tuttavia, si dice che alcune di queste statue siano state danneggiate nel corso dei secoli, per eventi atmosferici o vandalizzate, perdendo le loro teste. Secondo la leggenda, coloro che osano avvicinarsi troppo a queste statue senza testa rischiano di subire una maledizione o di attirare la rabbia degli spiriti. Di conseguenza, molti visitatori preferiscono mantenere le distanze da queste statue danneggiate per evitare problemi. Ci sono moltissime storie come queste che circondano questo luogo pregno di storia e magia, ad esempio nel vostro percorso incontrerete il Sugatami-no-Ido, o Pozzo dei Riflessi. Questo piccolo pozzo si trova accanto a un santuario che ospita una statua di Asekaki Jizo (Jizo che suda), vicino al piccolo ponte Naka-no-hashi nel mezzo del cimitero. Secondo la leggenda, se guardi dentro il pozzo ma non vedi il tuo riflesso, allora sei destinato a morire entro i prossimi tre anni...ammetto di non averlo fatto, preferisco un po' di suspance.



Se invece, arrivati a questo pellegrinaggio, foste ancora alla ricerca della vostra anima gemella secondo una leggenda locale, nel cimitero dell'Okuno-in, si trova una pietra chiamata "Ai no Ishi", o "la pietra dell'amore". Si dice che coloro che toccano questa pietra e recitano un incantesimo specifico possano garantirsi un amore eterno. Tuttavia, c'è un avvertimento: l'incantesimo deve essere recitato con il cuore puro e senza alcuna intenzione egoistica, altrimenti si rischia di subire una maledizione anziché ottenere l'amore desiderato.

Se volete avere qualche chance in più non disperate, vicino al cimitero si trova un antico albero conosciuto come "Miroku no ki", o "l'albero di Maitreya". Si dice che questo albero sia particolarmente sacro e che possa concedere desideri a coloro che lo pregano con sincerità. Tuttavia, leggenda vuole che anche l'albero abbia un'aura misteriosa di notte, quando si dice che si animi con spiriti e presenze soprannaturali. Alcuni visitatori affermano di aver visto strane luci danzare intorno all'albero durante le ore più buie ma nessun episodio negativo è stato mai riportato in merito.





Dopo la storia di questo posto incredibile, veniamo alla parte dei consigli di viaggio. Come prima cosa, consigliamo almeno una notte sul Monte Koyasan, è fondamentale per poter visitare nella giusta atmosfera l'Okuno-in, ci sono vari tour serali, ma noi abbiamo preferito accodarci alla processione dei monaci, che alle 5 del mattino partono dal ponte Kongobu-ji (il primo ponte) per la loro odierna offerta a Kobo Dashi. Il cimitero a quell'ora è ancora avvolto dall'oscurità e solo fiocamente illuminato dalle lanterne sparse lungo il percorso, offrendo un'atmosfera davvero magica. Nonostante il monte Koyasan e nello specifico il cimitero siano già mete turistiche note, non abbiamo trovato quasi nessuno, potrebbe esserci una componente di fortuna ma credo che la maggior parte dei turisti si facciano spaventare dall'orario in cui puntare la sveglia. Per dormire ci sono varie soluzioni, se viaggiate all'insegna del risparmio ci sono due Guest House, se invece cercate un'esperienza più immersiva, moltissimi monasteri nei dintorni offrono lo shukubo, ovvero gli alloggi monastici, molti templi offrono anche esperienze di meditazione Ajikan e vari rituali legati alla tradizione Shingon. Prima di addentrarvi nel cimitero vi consiglio di prendere le guide audio al centro turistico del monte Koyasan, queste non vi serviranno per l'andata, che avverrà nel totale silenzio e ascolto del canto dei monaci, ma per il ritorno.

Il percorso è spiegato e sviluppato in maniera chiarissima con spot in cui potervi ulteriormente immergere nelle storie di questo posto magico. Non fatevi spaventare dalla durata della camminata, nonostante questa sia la via lunga per arrivare al mausoleo è assolutamente accessibile a ogni tipo di visitatore. E' una lunga passeggiata (circa un oretta) che passerà velocissima per il forte susseguirsi di emozioni e impressioni che vi arriveranno lungo il percorso. Scarpe comode, telefoni spenti, concesse le foto per cercare di immortalare quelle emozioni ma che immancabilmente sbiadiranno rispetto ai ricordi di quel giorno.



Seguendo la processione arriverete infine al mausoleo di Kobo Dashi, dall'ultimo ponte non sarà più possibile effettuare video o foto, quindi non avete scelta amici, per vederlo bisogna prendere qualche volo ed esplorarlo. Qui inizierà un rituale che include la recitazione dei mantra da parte dei monaci, potrete seguirlo gratuitamente e eventualmente lasciare una donazione alla fine. Non scappate via subito però, se girate intorno al templio troverete un ingresso sotterraneo, via le scarpe e scendete i gradini, ma non voglio rovinare la magia spiegando tutto nei dettagli, quando andrete fatemi sapere come è andata la vostra esperienza. Prima di andare via dal Koyasan, oltre che visitare tutti gli altri siti di interesse, vi consiglio anche di incastrare un pasto monastico tradizionale, lo Shojin Ryori, sono deliziose composizioni di cibo vegano comunemente consumato dai monaci, realizzati con ingredienti pensati per nutrire anima e corpo.

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