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Sigiriya: La Roccia del Leone nel mezzo della giungla Cingalese.

Piccolo blog di viaggio tra Storia, Mistero e Curiosità


Per non dimenticare le emozioni vissute la scorsa estate voglio parlavi di un posto in particolare che abbiamo visitato e ci ha davvero lasciati a bocca aperta, la maestosa Sigiriya. Il suono del suo nome è già un programma e ci porta subito nella giusta atmosfera, i resti di un regno antico nel mezzo della giungla Sri Lankese.



Ci troviamo proprio nel cuore della splendida isola Sri Lanka, circondato da chilometri da giungla su tutti i lati, sorge "La Roccia del Leone", uno dei siti archeologici più imponenti e misteriosi del mondo. Questo luogo magico è intriso di storia millenaria, arricchito da leggende intriganti e punteggiato da aspetti curiosi che catturano l'immaginazione di chiunque lo visiti. Preparatevi alle scale, tante scale, si sale per 180 metri dal livello della giungla circostante e, mi raccomando, mentre salite siate ragionevolmente silenziosi, la gigantesca roccia infatti è casa delle Apis dorsata api giganti mellifere, particolarmente sensibili ai rumori forti e dall'animo molto suscettibile. Grandi alveari di queste api si trovano disseminati in tutto lo Sri Lanka, anche nel famoso 9 Arches Bridge e non sono rari gli attacchi in sciame a danni di locali e turisti, per questo motivo troverete vari escamotage, da gabbie di protezione a piccoli falò vicini alle aree più colpite, i fuochi vengono prontamente spenti nel momento degli attacchi per creare molto fumo e con quello riparare i malcapitati. Queste api sono particolarmente aggressive, una volta localizzato il target attaccano ferocemente e i pungiglioni piantati nella pelle rilasciano un ormone specifico, che viene usato per aizzare il resto dell'alveare ad attaccare lo stesso target.


A questo punto la domanda sorge spontanea, perchè in un sito UNESCO, così popolare e visitato da turisti di tutto il mondo e da locali, non vengono rimossi?

Beh qui abbiamo una prima curiosità: queste api vengono ritenute le reincarnazioni dell'antico esercito di guerrieri che proteggeva la fortezza di Sigiriya, non semplici insetti. Ma non fatevi spaventare dalla loro indole aggressiva, la maggior parte dei visitatori non percepisce nemmeno la loro presenza e esistono misure di sicurezza appositamente studiate per un ragionevole livello di sicurezza.



Tornando a Sigiriya, le ricerche condotte nel sito hanno dimostrato che le sue origini risalgono alla preistoria; in una grotta sottostante, nelle immediate vicinanze, gli scavi archeologici hanno rivelato resti di insediamenti umani preistorici che esistevano qui intorno al 5.500 anni a.C.

Facendo un balzo avanti nella storia, nel III secolo a.C. un monastero buddista venne costruito nella fortezza rocciosa di Sigiriya, avendo trovato trenta grotte-rifugio alla base della grande roccia del leone, che verosimilmente ospitavano i monaci del monastero. Il motivo per cui viene definita roccia del leone è presto detto, ad oggi sono ancora visibili le maestose zampe, ma in un tempo dimenticato l'intera fortezza era a forma di gigantesco leone che si stagliava nel mezzo della giungla, simile a una sfinge sfidava i visitatori che osavano avvicinarsi all'antica città. La storia "recente" della roccia di Sigiriya, è indissolubilmente legata alla tragica storia di Kassapa e Moggallana figli del re di Anuradhapua Dhatusena, ma di madri diverse (la madre di Moggallana era anch'essa di sangue regale). Kassapa nel 477 si impadronì del regno, ribattezzandosi Kashyapa I, imprigionò il padre e poi lo uccise murandolo vivo, mentre il fratello Maggallana (legittimo erede del regno) fuggì per salvarsi la vita in India e per raccogliere seguaci e costruirsi un esercito con cui affrontare il fratello. Kassapa scelse di fare di Sigiriya la sua sede amministrativa, trasferì qui la capitale da Anuradhapura (una delle città sacre dello Sri Lanka) e costruì il palazzo a forma di leone monumentale sui diversi acri di terreno con l’intenzione di proteggerlo dai suoi nemici, soprattutto dal fratellastro. Nel 495 il re Kassapa scese dalla roccia di Sigiriya per scontrarsi con il fratellastro Moggallana che, grazie all’aiuto delle truppe indiane Chola, ebbe la meglio. La leggenda narra che durante la battaglia l’elefante su cui montava Kassapa fiutò il pericolo di una palude nascosta e improvvisamente cambio direzione. L’esercito di Kassapa interpretò questo segnale come un gesto di resa e si disperse, mentre il re Kassapa ormai solo estrasse un pugnale e si tagliò la gola.




Nei secoli successivi Sigiriya tornò ad essere la dimora dei monaci buddisti fino al XII-XIII secolo d.C.

Poi fu totalmente abbandonata, fino al XIX secolo, quando fu utilizzata come avamposto militare dai re di Kandy. Più tardi, fu un ufficiale inglese, Jonathan Forbes che nel 1832, riportò Sigiriya fuori dalla sua oscurità, riportandola al centro della storia dello Sri Lanka e quasi un secolo dopo, nel 1982, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La vista dalla cima è mozzafiato, il giorno della nostra visita il vento tirava molto forte, e dall'alto si può davvero apprezzare lo stato ancora prevalentemente inalterato della giungla circostante.




Scendendo da Sigirya, circa a metà percorso, incontrerete il "muro a specchio", la parete era stata lavorata al punto dal renderla così lucida che quando il re camminava lungo la sporgenza, poteva vedere il proprio riflesso in esso. Successivamente, il muro è diventato una tela di pietra, che tiene ancora traccia dei pensieri e delle esperienze di coloro che sono venuti a visitare la leggendaria roccia in tempi remoti. Qui sono state decifrate iscrizioni, poesie e prose che descrivono la cultura, lo stile di vita e i dintorni di Sigiriya. Procedendo ancora , potrete salire su una scala a chiocciola che vi condurrà verso gli affreschi delle "donne celesti". Si tratta di 23 pitture rupestri, in buono stato di conservazione, che rappresentano prosperose cantanti e ballerine . Il re Kassapa possedeva un harem di oltre 500 concubine, ammirate per la loro bellezza sensuale ed esotica. Pertanto, è opinione diffusa che siano state l’ispirazione per le donne dalla pelle dorata e dal seno nudo che compongono questi affreschi. Gli intricati e sontuosi gioielli tempestati di gemme che adornano le donne in questi dipinti suggeriscono anche che potrebbero essere stati membri della famiglia reale, vale a dire le figlie di Kashyapa.

Alcuni storici ritengono addirittura che i disegni siano in realtà raffigurazioni di ninfe celesti che si ritiene fossero protettrici della Fortezza di roccia. Quello che vediamo ora è solo una parte di quella che doveva essere una delle più antiche e intricate pinacoteche del mondo antico.


Per il blog di oggi è tutto, vi lascio con questa foto scattata alla roccia di Sigiriya da un'altra altura della zona, Pidurangala, dopo una breve salita e scalata avrete davanti questo spettacolo impagabile,

avete già prenotato le vacanze 2024? Lo Sri Lanka ha varie perle curiose nascoste nelle sue terre, ve ne parlerò ancora nelle prossime settimane!


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